08

Ottobre
2026

seminario

Proteine alternative per l’industria alimentare: tecnologie e applicazioni, shelf life, qualità sensoriale e nutrizionale, etichettatura


L’evoluzione delle abitudini alimentari e l'attenzione alla sostenibilità ambientale rendono le proteine alternative una direttrice cruciale per l’industria alimentare, spingendo l'OSA a coniugare innovazione, qualità nutrizionale e conformità normativa.

Il corso approfondisce i temi relativi alla trasparenza e alla tutela del consumatore tramite la normativa sull'etichettatura dei prodotti vegani, vegetariani e plant-based. Viene offerto un inquadramento sulle principali fonti proteiche alternative (vegetali, acquatiche, da insetti e microbiche) e sulle prospettive della carne coltivata, analizzandone caratteristiche nutrizionali, sostenibilità, potenzialità e criticità, nonché sulla fermentazione e sulle sue applicazioni.
Con il supporto di esperti e nutrizionisti, vengono analizzati i processi di trasformazione per ottimizzare shelf life, proprietà sensoriali e funzionalità degli ingredienti in ottica clean label, chiarendo come la fermentazione possa superare i limiti delle materie prime vegetali.
Oltre a proporre un focus sul profilo nutrizionale e sulle sfide di riformulazione, il corso integra la teoria con due casi studio aziendali per mostrare l'applicazione pratica delle tecnologie in un contesto produttivo reale.

 Locandina del seminario  ➡️ 

Il seminario è erogato da remoto. Come connettersi →

rivolto a:

Assicurazione e controllo qualità, produzione e R&D delle imprese alimentari e della GDO - Professionisti del marketing e innovazione nel food - Consulenti per la sicurezza alimentare - Ufficio legale e Regolatorio - Responsabili di start-up e aziende interessate al plant-based - Tecnologi Alimentari


interventi


08

Ottobre
2026


mattina

Etichettatura e compliance normativa per i prodotti vegan e plant-based

Cristina La Corte
Avvocato - Studio Legale Avv. Gaetano Forte

abstract

L'intervento tratterà di:
• requisiti degli alimenti qualificati come "vegetariano", "vegano" e "plant-based": tra gli atti di esecuzione mai adottati dalla Commissione, norme private e standard volontari.
La riconduzione di tali indicazioni nell’alveo delle informazioni volontarie sugli alimenti e la compatibilità con la Precautionary Allergen Labelling (“può contenere latte, uova” ecc.)
• dal Milk Sounding al Meat Sounding i divergenti approcci dell’UE sul punto e le argomentazioni che ne stanno alla base. Le iniziative dei singoli Stati membri: la legge italiana 172/2023 che introduce il divieto di utilizzo di denominazioni legali, usuali e descrittive, riferite alla carne o terminologie specifiche della macelleria, della salumeria o della pescheria per di prodotti trasformati contenenti esclusivamente proteine vegetali e la normativa francese recante l’elenco dei termini il cui uso sarebbe vietato per i prodotti alimentari contenenti proteine vegetali (filetto, controfiletto, bistecca ecc.). Lo stallo di entrambi i provvedimenti nazionali
• le “proteine alternative” valutate alla luce disciplina comunitaria sul novel food.

Proteine alternative: fonti, caratteristiche, sostenibilità e prospettive

Michela Bulgari
Biologa nutrizionista - Esperta in ricerca clinica farmacologica - MSc in Nutrizione e nutraceutica dell’età evolutiva

abstract

Le proteine sono un macronutriente fondamentale nella dieta umana. Forniscono al nostro organismo aminoacidi essenziali, necessari per la crescita e il mantenimento di cellule e tessuti. Le fonti proteiche convenzionali, nonostante abbiano profili completi di aminoacidi e un'ottima digeribilità, hanno un comprovato impatto negativo sull'ambiente. Inoltre, la loro produzione presenta molte sfide etiche.
Durante la presentazione cercheremo di analizzare alternative nutrizionali, più etiche e rispettose dell'ambiente, che potrebbero essere fonti proteiche potenziali per la popolazione. Analizzeremo la letteratura disponibile sulle fonti proteiche alternative le ricerche condotte, e i vari prodotti identificati tra cui fonti proteiche vegetali come soia, piselli, fagioli, lupini e semi di canapa; fonti acquatiche come alghe, microalghe e lenticchie d'acqua; così come fonti proteiche a base di insetti e microbiche, e carne coltivata in laboratorio.
Inoltre, nonostante i numerosi vantaggi, come un impatto ambientale più basso, standard etici di produzione più elevati e profili nutrizionali benefici, vedremo come le fonti proteiche alternative non siano prive di limitazioni. Queste includono una minore biodisponibilità di alcuni amminoacidi, la presenza di composti anti-nutrizionali, sfide tecnologiche e problemi legati all'accettazione da parte dei consumatori.
L’obiettivo della presentazione sarà quello di dimostrare come attraverso una corretta composizione della dieta, l'ottimizzazione dei processi produttivi e ulteriori avanzamenti tecnologici, le alternative presentate possano costituire fonti proteiche preziose e sostenibili per la crescente popolazione globale.

Le proteine vegetali e da legumi come ingredienti funzionali

Rosanna Gilda Aiello
PhD Genetica Umana - MSc Biologia dello Sviluppo e Riproduzione - MSc Biotecnologie Mediche - Nutrizione di base, clinica e funzionale

abstract

L'interesse verso le proteine di origine vegetale è in costante crescita, sostenuto sia dalla crescente domanda di alimenti più sostenibili sia dall'attenzione verso il loro potenziale ruolo nella promozione della salute. Tuttavia, l'impiego di proteine ottenute da legumi e altre fonti vegetali richiede una valutazione che vada oltre il semplice contenuto proteico, considerando aspetti nutrizionali, tecnologici e funzionali.
La presentazione offrirà una panoramica sul valore biologico delle proteine vegetali, analizzandone il profilo aminoacidico, la digeribilità e le strategie nutrizionali utili a migliorarne la qualità proteica.
Verrà inoltre approfondito il ruolo delle proteine vegetali come ingredienti funzionali nella formulazione degli alimenti, con particolare attenzione alle principali criticità tecnologiche nella riformulazione dei prodotti plant-based, tra cui texture, proprietà reologiche, stabilità, gusto e accettabilità da parte del consumatore.
Infine, saranno discussi i dati più recenti riguardanti l'interazione tra proteine vegetali, fibre e componenti bioattivi dei legumi con il microbiota intestinale, evidenziando le possibili ricadute sul metabolismo, sull'infiammazione e sulla salute del consumatore.
L'obiettivo è quello di fornire una visione integrata delle potenzialità e dei limiti delle proteine vegetali come ingredienti funzionali, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche e delle prospettive future per l'innovazione alimentare.


pomeriggio

Applicazione industriale delle proteine alternative: formulazione, tecnologia e accettabilità sensoriale

Clara Berdini
RD&I Manager - Co-founder ElementoK

abstract

L’impiego delle proteine alternative rappresenta una delle principali direttrici di innovazione per l’industria alimentare, spinta dalla necessità di diversificare le fonti proteiche per rispondere alla crescente domanda di prodotti sostenibili e ad alto valore nutrizionale.
Questo intervento analizza le principali sfide e opportunità legate all’applicazione industriale delle proteine alternative, focalizzandosi sugli aspetti di formulazione, trasformazione e sviluppo prodotto.
Particolare attenzione è dedicata alla selezione delle materie prime e all’analisi preventiva delle loro proprietà nutrizionali e reologiche, determinanti per garantire prestazioni tecnologiche compatibili con i processi produttivi esistenti.
Dal punto di vista industriale, il successo delle proteine alternative non dipende esclusivamente dal loro profilo amminoacidico, ma dalla capacità di soddisfare requisiti di scalabilità, efficienza produttiva e gradimento organolettico del consumatore. In tale prospettiva, l’ottimizzazione delle formulazioni e dei processi assume un ruolo strategico per mitigare difetti sensoriali quali off-flavour, texture indesiderate e limitata appetibilità, che rappresentano ancora importanti barriere alla diffusione su larga scala.
Durante l'intervento saranno riportati due case study concreti.

Fermentazione e proteine alternative: miglioramento sensoriale e sviluppo di nuovi prodotti

Martino Beria
Chef, R&D, docente e consulente gastronomico

abstract

Le materie prime vegetali destinate alle proteine alternative presentano criticità ricorrenti: note off di origine erbacea e leguminosa, profili aromatici poveri, texture inadeguate e una digeribilità proteica limitata da fattori antinutrizionali. La fermentazione interviene su tutti questi piani contemporaneamente.
L'intervento ripercorre il ruolo dei principali processi fermentativi — fermentazione lattica, fermentazione con koji (Aspergillus oryzae), fermentazione di biomassa — nel trattamento delle basi vegetali.
Sul piano sensoriale, l'azione enzimatica riduce le note indesiderate e sviluppa complessità aromatica e umami attraverso la proteolisi e la liberazione di aminoacidi. Sul piano reologico, la trasformazione microbica contribuisce a strutturare consistenze più coerenti con l'aspettativa del consumatore.
Sul piano nutrizionale, la fermentazione abbatte i fattori antinutrizionali e migliora biodisponibilità e digeribilità.
Dal controllo di questi parametri si passa alla progettazione: la fermentazione non come semplice correttivo, ma come leva per costruire nuove categorie di prodotto: fromagerie e charcuterie vegetale, stagionati con koji.
Il taglio dell'intervento è applicativo, orientato alla ricerca e sviluppo e alla trasferibilità in produzione.

Tecnologie alimentari per l’impiego delle proteine alternative

Davide De Angelis
PhD, Ricercatore in Tenure Track in Scienze e Tecnologie Alimentari - Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, Università degli Studi di Bari Aldo Moro

abstract

L’intervento offrirà una panoramica delle principali tecnologie alimentari e delle innovazioni tecnologiche impiegate per valorizzare le proteine di origine vegetale e altre fonti proteiche alternative, approfondendo il ruolo dell'estrusione-cottura e delle tecnologie di testurizzazione nella realizzazione di prodotti con caratteristiche strutturali e sensoriali simili a quelle della carne.
Saranno inoltre affrontate le tematiche relative allo sviluppo di formulazioni clean label e gli approcci tecnologici e biotecnologici finalizzati alla modulazione delle proprietà tecnologiche e sensoriali delle proteine, al fine di ampliarne la versatilità applicativa e migliorarne le prestazioni nei diversi sistemi alimentari.


prezzo:

320 € più Iva

modalità web seminar


la quota comprende:
  • La presenza alla giornata di studio
  • Gli atti del corso o del seminario
  • Coffee break e business lunch *
  • Attestato di partecipazione
  • Crediti formativi per i Tecnologi Alimentari **

* salvo iscrizioni in modalità web seminar.
** per i corsi accreditati dal Consiglio dell'Ordine dei TA.


modalità e termini di iscrizione

L’iscrizione deve pervenire entro i due giorni precedenti la data del seminario. Dopo questa scadenza, si prega di telefonare allo 02 39569707 per avere conferma di posti ancora disponibili.

All’attivazione della giornata di studio OM invia, tramite mail, conferma di accettazione e la fattura per il pagamento della quota di partecipazione.


OM si riserva la facoltà di annullare o modificare la data di svolgimento di un seminario (ad esempio per mancato raggiungimento del numero minimo dei partecipanti) entro i termini indicati per la chiusura delle iscrizioni.
Nel caso, i partecipanti saranno tempestivamente avvisati; se versata, la quota di iscrizione sarà restituita per intero.

I partecipanti possono disdire la loro partecipazione al seminario entro e non oltre sette giorni lavorativi prima dell'appuntamento, dandone comunicazione scritta a OM tramite email o fax. Dopo questo termine la quota d’iscrizione dovrà essere versata per intero.


relatori



coordinano la giornata


D'Avola

Tiziana D'Avola

Esperta in tecnologia alimentare e sicurezza dell’alimentazione, Lead Auditor e Imprenditrice

Originaria di Catania, si è laureata nel 2007 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università degli Studi di Catania e ha conseguito nel 2010 la laurea specialistica in Qualità e Sicurezza dell’Alimentazione Umana presso l’Università degli Studi di Milano.
Da oltre quattordici anni opera nel settore alimentare e ha lavorato con importanti realtà industriali dove ha maturato una solida esperienza nella gestione della qualità, nella sicurezza alimentare e nelle certificazioni di sistema e di prodotto.
Le sue competenze spaziano dall’HACCP alla definizione dei piani analitici, dagli audit di prima, seconda e terza parte alla gestione dell’etichettatura e della conformità normativa per mercati nazionali e internazionali.
Tra il 2016 e il 2017 ha completato i corsi specialistici PCQI, BPCS e Pest Control Management.
Nel 2024 ha ottenuto la qualifica di Lead Auditor Rainforest Alliance e nel 2025 ha rinnovato la formazione sulle tecniche di audit (UNI EN ISO 19011:2018 e UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1:2015).
Appassionata di cultura alimentare e sostenibilità, dal 2023 è CEO & Co-Founder di un progetto imprenditoriale dedicato alla promozione del consumo consapevole e alla diffusione di pratiche di acquisto sostenibili. Si occupa della definizione della strategia aziendale, dello sviluppo del mercato e della comunicazione.

La dottoressa D’Avola coniuga una solida competenza tecnico-scientifica con una visione moderna del settore alimentare, distinguendosi per la capacità di integrare rigore professionale e divulgazione delle buone pratiche di qualità e sicurezza alimentare.

 

Tramontano

Marianna Tramontano

Food Quality & Regulatory Affairs Specialist

Originaria di Sorrento, ha iniziato il suo percorso di studi universitari presso l’Università degli Studi di Napoli laureandosi nel 2007 in "Tecnologie Alimentari". Ha proseguito il suo percorso presso l’Università degli Studi di Milano, ottenendo la laurea specialistica nel 2009 in "Qualità e Sicurezza dell’Alimentazione Umana".

Appassionata del settore alimentare a 360 gradi, dal 2010 ha maturato molteplici esperienze lavorative in diversi contesti aziendali (aziende di prodotto finito, GDO, distribuzione di materie prime) occupandosi di R&D con particolare focus sull’innovazione di prodotto, gestione qualità, analisi sensoriali, regulatory affairs e comunicazione scientifica.

Nel 2024 ha sostenuto l’esame per Auditor interno (Tecniche per auditing ISO 19011 2018 e ISO 17021-1 2015) e formazione per IFS Broker e IFS Logistics.
La dottoressa Tramontano ha una forte predisposizione alla divulgazione delle conoscenze tecnico-scientifiche.


contatti

Per informazioni e iscrizioni ai corsi “in_formare, la qualità del cibo a convegno”:
segreteria@ominrete.it