09

Febbraio
2024

seminario

Listeria monocytogenes: la conosciamo? Approfondimenti e aggiornamenti


Il corso si svolge online
Modalità di connessione per seguire live la giornata di studio →

Listeria monocytogenes:
protagonista di cronache, oggetto di molti documenti di riferimento anche normativi, un patogeno alimentare del quale non sembra di saperne mai abbastanza. Temuta, combattuta, ostacolata e, purtroppo, frequentemente riscontrata nei prodotti alimentari. Una tra le zoonosi più gravi, con il più alto numero di ospedalizzazioni e il più alto tasso di mortalità.

Da questo scenario parte la giornata di studio, durante la quale importanti e qualificati esperti in materia aiuteranno gli OSA ad approfondire e comprendere:

  • gli errori nella gestione della Listeria in stabilimento
  • le tecniche e i metodi analitici per individuarla e per limitarne la presenza negli alimenti delle diverse filiere
  • il valore delle colture bioprotettive
  • le più recenti conoscenze sulle caratteristiche di Listeria monocytogenes
  • l'approccio One Health alla listeriosi
  • lo stato dell'arte sulla sua diffusione e patogenicità.

Locandina del seminario →

rivolto a:

Assicurazione e controllo qualità, produzione e R&D delle imprese alimentari e della GDO - Laboratori privati e pubblici - Consulenti per la sicurezza alimentare


interventi


09

Febbraio
2024


mattina

Listeria in medicina umana

Vincenzo Savini
Dirigente Medico Laboratorio di Batteriologia, Micologia e Parassitologia Clinica U.O.C. Microbiologia e Virologia Clinica - Ospedale Spirito Santo, Pescara

abstract

Listeria monocytogenes è un patogeno di notevole rilevanza in medicina umana, responsabile di quadri patologici, talora severi, a carico di diversi organi e apparati.
La listeriosi si manifesta con un ampio ventaglio di sindromi cliniche, che coinvolgono in particolar modo le età estreme (infantile e senile), il paziente immunocompromesso, la gestante e il nascituro.
In Microbiologia Clinica, Listeria va pertanto sempre considerata quale potenziale agente causale di un ampio ventaglio di situazioni infettive e dunque cercata in molteplici siti corporei e materiali biologici (in primis sangue, liquor, materiale placentare) attraverso metodologie fenotipiche e genotipiche, tradizionali e moderne.
Durante l'intervento si analizzerà il non sempre facile riconoscimento dei sintomi di Listeriosi, così come il tempo che può intercorrere fra l'assunzione di un alimento contaminato e la comparsa della malattia. Inoltre sarà messo in evidenza come Listeria monocytogenes sia un batterio che si situa sulla linea di confine tra patologia umana e veterinaria, pertanto ascrivibile nel novero dei patogeni attenzionati dal moderno approccio One Health.

Sorveglianza nazionale della Listeriosi: attività e obiettivi

Stefano Morabito
ECDC National Focal Point (Italy) - Director, European Reference Laboratory for E. coli - Director, Microbiological food safety and food-borne diseases Unit Food safety, nutrition and Veterinary Public Health Department - ISS

abstract

Le infezioni causate da Listeria monocytogenes rappresentano un serio problema di sanità pubblica, principalmente a causa della gravita dei sintomi che causano nelle persone colpite.
Per questo motivo Listeria monocytogenes è uno dei tre patogeni a trasmissione alimentare considerati prioritari a livello comunitario, insieme a Salmonella ed E. coli produttori di Shiga tossine, ed è oggetto di sorveglianza in tutti i Paesi europei.
In Italia, la notifica delle infezioni da Listeria monocytogenes al Ministero della Salute è obbligatoria e la sorveglianza nazionale di laboratorio è condotta dall’Istituto Superiore di Sanità che raccoglie gli isolati dalle strutture ospedaliere sul territorio e ne effettua la caratterizzazione molecolare.
Dal 2018 è attivo presso l’ISS un sistema di sorveglianza aumentato basato sul sequenziamento genomico degli isolati che consente l’identificazione delle caratteristiche genomiche degli isolati e la sorveglianza in tempo reale della formazione di cluster genomici che sono prontamente soggetti a indagine epidemiologica per verificare sul nascere eventuali focolai.
Durante l'intervento sarà illustrata questa attività, frutto della collaborazione tra l’ISS, le autorità competenti territoriali e centrale, il laboratorio nazionale di riferimento per Listeria monocytogenes e le strutture sul territorio che si occupano del controllo degli alimenti per identificare le sorgenti d’infezione e per contenerne l’allargamento.

Listeria monocytogenes nella filiera lattiero casearia: stato dell’arte, strategie e criticità

Valerio Giaccone
Professore ordinario - Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute - Ispezione e Controllo degli Alimenti di Origine Animale - Università degli Studi di Padova

abstract

Durante l'intervento sarà tracciata una sintesi delle attuali conoscenze sulla prevalenza e la potenziale pericolosità di Listeria monocytogenes come agente di malattia alimentare umana, con particolare riferimento al latte e ai prodotti derivati.

Saranno anche illustrate le strategie di prevenzione del "rischio Listeria", focalizzandosi in particolare sull’importanza dei challenge test per calcolare il potenziale di crescita e il tasso di crescita massima di Listeria monocytogenes negli alimenti.

Tecniche e metodi analitici a confronto per la ricerca di Listeria negli alimenti

Antonia Anna Lettini
SCS1 - Microbiologia generale e sperimentale, Laboratorio - Piattaforma biomolecolare Biofood, IZS Venezie

abstract

Durante l'intervento saranno approfonditi:
• Le norme di riferimento: ISO ed FSIS. Breve descrizione dei metodi, campo di
applicazione.
• I metodi alternativi: validità, applicabilità, contesto. Quali metodi, quali validazioni e
contesto di utilizzo. Criticità ed output.
• L’esperienza di un laboratorio ufficiale dell’IZSVE: scelte e conseguenze. Breve cenno
alle positività riscontrate nell’ultimo biennio 2022-2023, criticità e riflessioni.


pomeriggio

Gli errori nella gestione del pericolo Listeria monocytogenes

Francesco Pomilio
Laboratorio Nazionale di Riferimento per L. monocytogenes - Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise "G.Caporale"

La fermentazione: il metodo più antico per proteggere gli alimenti da Listeria

Véronique Zuliani
Director Global Application Meat, Prepared Food and Meat alternatives - Chr. Hansen

abstract

La conservazione del cibo è stata una delle principali preoccupazioni fin dagli albori dell’umanità. Tra i processi utilizzati per conservare gli alimenti, la fermentazione è una delle tecniche di conservazione più antiche ancora ampiamente utilizzata in varie matrici alimentari.

La fermentazione è stata inizialmente utilizzata in modo empirico basandosi sull'osservazione di caratteristiche quali aspetto, sapore, odore. La scoperta dei microorganismi (1858) e da allora il costante aumento delle conoscenze sulla fisiologia microbica, in particolare negli ultimi vent'anni con lo sviluppo dell’omica, hanno rivoluzionato la fermentazione degli alimenti.

Una serie di metodi, tra cui genomica, trascrittomica, qPCR e challenge-test, è oggi disponibile per evidenziare il potenziale della biopreservazione e migliorare la sicurezza microbica di vari alimenti e ridurre gli sprechi alimentari. Questa conoscenza viene utilizzata per selezionare meglio i ceppi su criteri di sicurezza ed efficacia, migliorare il modo in cui questi vengono prodotti e controllati, estendere la gamma di applicazioni in campo alimentare in cui ora sostituiscono la fermentazione selvaggia, a vantaggio dei consumatori e del pianeta.

In questa presentazione, esamineremo quindi come le nuove conoscenze sulla fermentazione hanno aiutato Chr. Hansen a sviluppare nuovi processi di produzione, nuove tecniche di controllo qualità e colture microbiche in grado di contribuire alla riduzione della crescita di Listeria monocytogenes in un’ampia gamma di alimenti. Inizialmente sviluppate per formaggi e salumi, le colture microbiche vengono oggi utilizzate anche per proteggere varie tipologie di alimenti, dal salmone ai würstel, dalla pasta alle insalate.

Listeria monocytogenes nella filiera carne: un pericolo sempre attuale

Alessandra Pezzuto
Biologa - Ricercatrice Laboratorio di Igiene e sicurezza delle filiere alimentari - Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

abstract

Nel 2021 nell’Unione Europea la listeriosi è risultata la quinta tossinfezione alimentare come numero di casi (2183 casi) con un aumento del 14% rispetto al 2020; rimane ancora tra le zoonosi più gravi, con il più alto numero di ospedalizzazioni e il più alto tasso di mortalità.
Le carni sono tra gli alimenti più frequentemente contaminati dal microrganismo, oltre a pesce affumicato, formaggi molli e vegetali crudi.
Durante la relazione si approfondirà come contenere il rischio di contaminazione a livello di produzione: fondamentale il rispetto delle buone prassi di lavorazione e l’accurata esecuzione delle procedure di pulizia e sanificazione. Il controllo della temperatura è di assoluta importanza non solo durante la produzione, ma anche durante le fasi di distribuzione, vendita e conservazione, compresa quella domestica. È responsabilità dell’OSA valutare e monitorare l’efficacia dei trattamenti antimicrobici messi in atto, siano essi termici o di altra natura, come pure verificare l’idoneità delle indicazioni riportate in etichetta per un consumo sicuro dei prodotti.

Non solo alimenti di origine animale: Listeria nella filiera vegetale e in altre matrici

Simone Stella
Professore Associato - Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali (DIVAS) - Università degli Studi di Milano

abstract

L’importanza di Listeria monocytogenes quale patogeno alimentare è legata a diversi fattori, tra i quali l’elevata diffusione ambientale, che favorisce la contaminazione di una vasta gamma di alimenti e materie prime.
Listeria è naturalmente diffusa su diverse tipologie di vegetali destinati al consumo crudo, che costituiscono generalmente un substrato poco permissivo al suo sviluppo. L’evoluzione delle tendenze di consumo ha però modificato la situazione, in alcuni casi rimuovendo delle "barriere" naturali: ne sono esempio il consumo di vegetali pretagliati e preporzionati, o il consumo crudo di alimenti non tradizionalmente considerati "Ready To Eat".
Ciò ha portato al verificarsi di diversi focolai di listeriosi; assume quindi fondamentale importanza il focus di questo intervento: l’applicazione di pratiche igieniche nelle fasi di produzione, associata ad una corretta gestione di questi alimenti da parte dei consumatori.


prezzo:

320 € più Iva

modalità web seminar


PREZZO SPECIALE DI 240 € + IVA PER CHI SI ISCRIVE ENTRO IL 23/01 COMPRESO

la quota comprende:
  • La presenza alla giornata di studio
  • Gli atti del corso o del seminario
  • Coffee break e business lunch *
  • Attestato di partecipazione
  • Crediti formativi per i Tecnologi Alimentari

* salvo iscrizioni in modalità Web Seminar. In caso di restrizioni sanitarie imposte dalle autorità competenti il coffee break e il business lunch non saranno serviti neppure in presenza.


modalità e termini di iscrizione

L’iscrizione deve pervenire entro i due giorni precedenti la data del seminario. Dopo questa scadenza, si prega di telefonare allo 02 23170963 per avere conferma di posti ancora disponibili.

All’attivazione del seminario OM invia, tramite mail, conferma di accettazione e la fattura per il pagamento della quota di partecipazione.


OM si riserva la facoltà di annullare o modificare la data di svolgimento di un seminario (ad esempio per mancato raggiungimento del numero minimo dei partecipanti) entro i termini indicati per la chiusura delle iscrizioni.
Nel caso, i partecipanti saranno tempestivamente avvisati; se versata, la quota di iscrizione sarà restituita per intero.

I partecipanti possono disdire la loro partecipazione al seminario entro e non oltre sette giorni lavorativi prima dell'appuntamento, dandone comunicazione scritta a OM tramite email o fax. Dopo questo termine la quota d’iscrizione dovrà essere versata per intero.


relatori



coordina la giornata


Scafuri

Laura Scafuri

Tecnologa Alimentare

Goriziana di nascita, ma lombarda di vita e professione. Laureata in Scienze e Tecnologie alimentari presso l'Università degli Studi di Milano, iscritta all’Ordine dei Tecnologi Alimentari - OTALL dal 2002.

Per 32 anni responsabile del Laboratorio CQ e del Sistema di gestione ISO 17025 di una nota azienda alimentare: analisi di alimenti, mangimi, acque, aria e superfici da ambienti di produzione primaria e alimentare. Analisi sensoriali.

Ha competenze di Microbiologia predittiva e nella gestione di Challenge Test.
Perito di parte per prelievi ufficiali.

Si occupa di Igiene degli alimenti, di HACCP, di Etichettatura alimenti, di Analisi e gestione allergeni e contaminanti.

È ispettore tecnico Accredia per prove microbiologiche dal 2008.

Ha collaborato attivamente per il settore food senza glutine, con l’obiettivo e il desiderio di promuovere l’approfondimento scientifico in questo ambito; grazie al prezioso contributo dei professori Iametti e Bonomi dell’Università di Milano, ha promosso studi e correlazioni sui metodi analitici, sul contenuto effettivo di glutine in ingredienti immotivatamente definiti "a rischio" e oggi "liberalizzati" anche grazie agli approfondimenti condotti (gorgonzola, sciroppi di glucosio, distillati di cereali ecc.), così come ha posto le basi per la Comunione del Celiaco.


contatti

Per informazioni e iscrizioni ai corsi “in_formare, la qualità del cibo a convegno”:
segreteria@ominrete.it