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Aprile
2024

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Aprile
2024

corso

Contaminazione microbiologica: microrganismi patogeni e alterativi degli alimenti


Il corso si svolge sia in presenza sia online. La modalità si sceglie al momento dell'iscrizione

Negli ambiti della microbiologia alimentare, trovano spazio: microrganismi "buoni", "dispettosi" e "cattivi".
Dei primi, che sono quelli che la natura ha reso capaci di metabolismi di cui l’essere umano ha imparato a farne uso intelligente per produrre e/o trasformare alimenti e non solo, non ci occuperemo in questo corso.

Approfondiremo, invece, nella prima giornata di studio quelli "cattivi”, ovvero in grado di causare malattia alimentare con gravi danni sia per la salute umana sia per l’Operatore del Settore Alimentare.

Nella seconda giornata daremo spazio alla conoscenza di alcuni dei batteri "dispettosi", ovvero capaci di danneggiare gli alimenti senza renderli necessariamente pericolosi per la salute umana, ma di fatto sgradevoli e inutilizzabili.

Conoscere le caratteristiche dei batteri consente all'OSA di:

  • affrontare in maniera efficace la valutazione del pericolo che essi potrebbero rappresentare
  • supportare la messa a punto di adeguate misure, controlli e scelte per mitigarne i loro effetti indesiderati.

 

iscriviti al corso
rivolto a:

Assicurazione e controllo qualità, produzione e R&D delle imprese alimentari e della GDO - Laboratori privati e pubblici - Ufficio legale - Consulenti per la sicurezza alimentare - Tecnologi Alimentari


interventi


11

Aprile
2024


mattina

Malattie Trasmesse da Alimenti e Focolai epidemici

Annalisa Petruzzelli
Responsabile Laboratorio Controllo Alimenti - Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria Marche "Togo Rosati" sede di Pesaro

abstract

Le Malattie Trasmesse da Alimenti (MTA) costituiscono ancora oggi un rilevante problema di Sanità Pubblica in quanto rappresentano una delle cause più rilevanti di perdita economica e costo sociale.
La loro incidenza è in costante ascesa in tutti i Paesi industrializzati a causa del cambiamento degli stili di vita e delle scelte alimentari dei consumatori, ma anche del libero scambio commerciale dei prodotti.
Le MTA si verificano frequentemente nella popolazione ma sono soggette a notevole sottostima in quanto in molti casi non vengono identificate, comunicate o non sono oggetto d’indagine.
Il controllo delle MTA è ritenuto di importanza prioritaria nella UE tanto che con la Direttiva 2003/99/CE del Parlamento Europeo la Commissione Europea ha ufficialmente impegnato gli Stati Membri a introdurre sistemi di sorveglianza, efficaci e coordinati, delle zoonosi nell’uomo, degli agenti zoonotici negli animali ed alimenti e delle relative resistenze agli antimicrobici, nonché procedure per l’indagine epidemiologica dei focolai di tossinfezione alimentare.
Ulteriore obiettivo dell’UE è quello di effettuare attività informativa alla popolazione generale (consumatori), finalizzata alla promozione di comportamenti favorevoli alla riduzione degli eventi avversi.
L’intervento mira ad offrire una panoramica sullo stato attuale delle MTA e dei focolai epidemici in Europa.
Saranno mostrati gli agenti zoonotici maggiormente coinvolti in questo tipo di malattie e verrà posta l’attenzione sull’importanza dell’indagine epidemiologica riportando qualche caso pratico.

Il Regolamento 2073: punti di forza e di debolezza

Gaetano Liuzzo
Veterinario AUSL Modena

Il piano di autocontrollo microbiologico: esperienza e punto di vista della GDO

Davide Pessina
Quality Manager - Supermercati Il Gigante Spa

abstract

L'intervento sarà focalizzato su approccio e definizione del piano di campionamento nella Grande Distribuzione Organizzata, nei negozi e nelle unità produttive con particolare attenzione sulle aree più critiche e sui prodotti a scaffale.
Verranno condotti alcuni esempi di campionamento ambientale in un laboratorio di macelleria, di cucina e di prodotti della pesca per la ricerca di Listeria monocytogenes. Non mancherà la presentazione di un caso studio.

Campylobacter e Salmonella: patogeni alimentare ricorrenti

Tiziana Civera
Professoressa Ordinaria - Ispezione degli alimenti di origine animale - Dipartimento di Scienze Veterinarie - Università di Torino

abstract

L'intervento ha l'obiettivo di approfondire la presenza di Campylobacter e Salmonella negli alimenti attraverso la lettura ragionata dei report e delle fonti bibliografiche, con la presentazione di outbreak emblematici.
Un focus sarà dedicato al ruolo delle nuove metodologie di indagine per indirizzare gli interventi degli OSA e della Sanità Pubblica.

Listeria monocytogenes: innovazioni nei sistemi di controllo

Maria Schirone
Professore Associato - Ispezione degli Alimenti di Origine Animale - Dipartimento di Bioscienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali - Università degli Studi di Teramo

abstract

Listeria monocytogenes è un patogeno assai resistente alle condizioni ambientali estreme in grado di colonizzare nicchie difficili da sanificare e, quindi, di persistere negli ambienti di lavorazione di un’industria alimentare. Agente eziologico della listeriosi, infezione dell’uomo e degli animali, è un serio problema di sanità pubblica a livello mondiale.
In Europa, nel 2022 la listeriosi è stata segnalata da 27 Paesi membri con 2.738 casi, 1.330 ospedalizzazioni e 286 decessi. Il tasso di notifica (il più alto dal 2007) è stato pari a 0,62 casi per 100.000 abitanti con un aumento del 15,9% rispetto al 2021 (0,53 per 100.000).
Prodotti della pesca trasformati (salmone affumicato), carne cruda e salumi, formaggi erborinati, a pasta molle e poco stagionati, latte crudo, vegetali freschi e preparazioni gastronomiche da consumarsi senza trattamento termico sono gli alimenti maggiormente contaminati.
La migliore strategia di lotta alla listeriosi passa attraverso un’efficiente prevenzione, facilmente attuabile attraverso l’applicazione delle generali norme di igiene e le attenzioni (modalità di conservazione, preparazione e consumo degli alimenti) previste per tutte le malattie a trasmissione alimentare. Tuttavia, strategie alternative possono costituire un sistema efficace nella riduzione delle infezioni da parte di questo importante patogeno opportunista intracellulare.
Saranno approfonditi nell’intervento, alcuni studi che hanno dimostrato di inibire la crescita di L. monocytogenes, come per esempio l’uso di: colture batteriche produttrici di batteriocine; proletina, flavonoide naturale estratto dalle mele e dalle pere, in grado di inibire e neutralizzare, in vitro, i fattori di virulenza del patogeno; oli essenziali (p.e. timo, rosmarino, origano) ed estratti idrosolubili delle piante; batteriofagi, produttori di enzimi (lisine) che lisano la cellula dopo che il processo infettivo è terminato.


pomeriggio

Clostridi patogeni veicolati da alimenti

Fabrizio Anniballi
National Reference Centre for Botulism - Microbiological Food Safety and Food-borne Diseases Unit, Food Safety, Nutrition and Veterinary Public Health Department - ISS Istituto Superiore di Sanità

abstract

I clostridi sono microrganismi sporigeni a metabolismo anaerobio ubiquitari e possono essere isolati da suolo, acqua, polvere, sedimenti, alimenti, insetti e da materiale organico in decomposizione.
La maggior parte delle specie appartenenti a questo genere sono saprofitiche, ma alcune possono essere patogene per l’uomo e per gli animali, a causa della loro capacità di elaborare un ampio spettro di esoproteine tossiche.
Tra le specie patogene, quelle maggiormente implicate nelle malattie a trasmissione alimentare sono i clostridi produttori di tossine botuliniche e Clostridium perfringens. L’intervento introdurrà gli aspetti salienti della biologia dei clostridi veicolati dagli alimenti, nonché dell’epidemiologia delle malattie provocate.
La seconda parte dell’intervento tratterà le strategie di controllo e prevenzione della loro proliferazione e tossinogenesi negli alimenti, anche alla luce della normativa cogente e volontaria di riferimento.

Escherichia coli STEC: microrganismi da non sottovalutare

Rosaria Lucchini
Responsabile del Laboratorio Controllo Ufficiale Alimenti - Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

abstract

Escherichia coli è presente normalmente nel microbiota intestinale degli animali e dell’uomo. Alcune varianti possono rivelarsi patogene per l’uomo. Sulla base delle caratteristiche di virulenza e dei meccanismi di patogenicità sono stati definiti alcuni patotipi quali Enteropatogeni (EPEC), Escherichia coli Enterotossigeni (ETEC), Escherichia coli Enteroaggregativi (EAEC), Escherichia coli Enteroinvasivi (EIEC), Escherichia coli Aderenti diffusivi (DAEC), Escherichia coli Aderenti invasivi (AIEC), Escherichia coli Produttori di Verocitotossine o Tossine Shiga (VTEC o STEC). Recentemente particolare attenzione è stata rivolta a Escherichia coli STEC, responsabili di infezioni nell’uomo. Una grave malattia causata da STEC è la sindrome emolitico-uremica (SEU), una malattia acuta rara che rappresenta la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica. È caratterizzata principalmente da tre sintomi: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale (a causa della quale molto spesso i pazienti colpiti devono ricorrere alla dialisi). Può avere un decorso grave, con conseguenze a lungo termine e, in alcuni casi ,con esito fatale.
L’infezione umana è spesso associata all’ingestione di alimenti o acqua contaminati. Ruminanti quali bovini e ovicaprini rappresentano il serbatoio di Escherichia coli STEC in quanto ospite dell’intestino. La carne può contaminarsi in seguito a pratiche igieniche carenti durante la macellazione, con imbrattamento della carcassa, e quindi trasferimento di contenuto intestinale sulle carni; il latte può contaminarsi in fase di mungitura. Per cui produzioni a base di carne cruda o poco cotte e a latte crudo poco stagionate possono rappresentare alimenti a rischio.
Il primo e il più noto STEC è rappresentato da Escherichia coli O157, ma ad oggi si conoscono svariati sierotipi di STEC, tutti accomunati dalla produzione delle tossine shiga stx1 e/o stx2.
Il report sulle zoonosi di EFSA (EFSA 2020) riporta che solo il 17.7% degli STEC isolati dagli alimenti appartiene ai sierogruppi top-5 (O157, O145, O103, O111, O26), mentre la maggior parte risulta essere non-O157, almeno 20 sierogruppi STEC diversi sono associati a infezioni umane nel periodo 2016-2019.
L’intervento intende presentare le caratteristiche principali di Escherichia coli produttori di tossine shiga STEC e, attraverso dati bibliografici o sperimentali, raccontare la loro diffusione e capacità di sopravvivere in alcuni alimenti. L’esperienza conferma scarsa diffusione dei sierogruppi top-5 in alimenti, ma ha consentito di verificare la presenza di STEC in formaggi a latte crudo stagionati 100 o 180 giorni, fino a 15 mesi. La distribuzione all’interno dei lotti di produzione, come presumibile, non è uniforme e questo può rappresentare un problema in fase di campionamento per verificare la sicurezza delle produzioni.

Studiare le contaminazioni microbiche per ridurre lo spreco alimentare

Sonia Giannone
Product Specialist Lifeanalytics

abstract

Nel settembre 2015 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato importanti obiettivi di sviluppo sostenibile, 17 obiettivi tra i quali il Goal 12, ma non solo, prevede di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030.
Lo spreco alimentare è una problematica complessa che richiede interventi a vari livelli: dalle strategie per il recupero e riutilizzo dei prodotti di scarto delle filiere, all’educazione del consumatore verso scelte più sostenibili, all’adozione da parte delle aziende di produzione di soluzioni volte ad allungare la shelf life degli alimenti: packaging innovativi, modifiche di ricetta, trattamenti fisici con significativo abbattimento microbico, uso di alta pressione HPP. Non da ultimo, lo studio della shelf life secondaria, ovvero la durata dell’alimento dopo apertura, può essere determinante nel limitare lo spreco.

La verifica sperimentale e la validazione dell’efficacia delle suddette strategie sono attività fondamentali che supportano e contribuiscono alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità delle scelte.

Il Norovirus in molluschi bivalvi: problematiche attuali

Giuseppe Arcangeli
Direttore Centro specialistico ittico - Centro di referenza nazionale per lo studio e la diagnosi delle malattie dei pesci, dei molluschi e dei crostacei - Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

abstract

La relazione verterà su una panoramica introduttiva sulla presenza di virus enterici in alimenti con un focus sui Norovirus, specificandone le caratteristiche di resistenza, inquadramento tassonomico, variabilità.
Verranno considerate le caratteristiche patogenetiche nell’uomo e le modalità di accumulo nei molluschi bivalvi, in particolare nelle ostriche, la specie maggiormente coinvolta in Europa ed in Italia in outbreaks.
Verrà presentato un caso studio.
Da ultimo verranno date informazioni sull’attuale inquadramento normativo e sulle modalità di controllo.


12

Aprile
2024


mattina

Microrganismi indicatori di degradazione microbica

Chiara Montanari
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari (DISTAL), Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

abstract

In questo intervento saranno trattati i principali fenomeni degradativi dovuti allo sviluppo microbico negli alimenti e quali sono i fattori e le strategie in grado di favorire o inibire/ritardare tale fenomeno.
Inoltre, saranno illustrati i principali gruppi microbici (batteri e funghi) responsabili di spoilage, con riferimento alle loro caratteristiche principali (es. condizioni di crescita) e ai metabolismi associati (es. accumulo di molecole responsabili di off-flavors).
Infine, verranno presentati alcuni casi studio relativi alla degradazione di prodotti da forno e bibite.

Ruolo dei microrganismi nell’insorgenza di problematiche nei formaggi

Milena Brasca
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari - UT di Milano

abstract

Nelle produzioni casearie, a latte crudo e non, l’insorgenza di difettosità legate allo sviluppo di particolari gruppi di microrganismi è a tutt’oggi molto attuale.

L’intervento ha come obiettivo la descrizione dei difetti di origine microbica che possono insorgere nelle produzioni casearie a seguito di problematiche legate alle fermentazioni, allo sviluppo superficiale di microrganismi alterativi o alla produzione di enzimi ad attività degradativa.
Particolare attenzione verrà dedicata ai microrganismi alterativi responsabili della gelificazione del latte e di colorazioni anomale nei prodotti e ai batteri responsabili di difetti di gonfiore tra cui clostridi anaerobi responsabili di difetti nei formaggi a pasta dura.

Attraverso la presentazione di casi reali, verrà illustrata sia la loro potenziale origine che le possibili modalità per il loro monitoraggio e controllo.

Le alterazioni dei prodotti di salumeria

Giuseppe Comi
Professore Ordinario di Microbiologia degli Alimenti - Università degli Studi di Udine

abstract

I salumi sono naturalmente contaminati da un gran numero di microrganismi, derivanti dalla materia prima, dall’ambiente di produzione e conservazione, dai processi tecnologici utilizzati, e dall’umano. Durante il loro processo produttivo, parte di questi microrganismi sono eliminati o non riescono a sviluppare. Ciò è dovuto alle tecnologie applicate, che dipendono strettamente dal tipo di prodotto ottenuto.
Nei salumi soggetti a maturazione, la variazione del pH, la disidratazione, che porta ad una diminuzione dell’Attività dell’acqua (Aw), la presenza di una popolazione microbica utile blocca la crescita dei microrganismi alteranti o patogeni, mentre nei salumi cotti, questi vengono eliminati dalla temperatura e del tempo di cottura e successiva pastorizzazione. Inoltre, gli stessi additivi aggiunti per rallentare l’ossidazione e per la formazione del colore (nitrito) svolgono un’azione antibatterica e antibotulinica in particolare.
Tuttavia, seppur raramente, la qualità della materia prima e il mancato controllo delle tecnologie applicate possono favorire lo sviluppo di microrganismi alteranti o patogeni. Tali alterazioni o crescite possono verificarsi in ogni fase della filiera produttiva, dalla materia prima e dal prodotto finito, fino al frigor di casa nostra.
I microrganismi responsabili appartengono a specie tipiche delle carni o degli ambienti di produzione e liberano off-odor e off-flavor, rappresentati da molecole quali aldeidi, chetoni, alcoli, acidi, esteri, ammoniaca e amine biogene. Lo sviluppo dei microrganismi patogeni, invece, può influenzare la salubrità del salume.

Coltivazioni per la IV Gamma: relazioni fra la salute in campo e l’igiene della produzione

Alessandro Passera
Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia

abstract

Gli alimenti di IV gamma devono sottostare a rigidi parametri igienico-sanitari per garantire la salubrità del prodotto e la sicurezza del consumatore. Per questo motivo si parla molto delle tecniche per garantire l’igiene della produzione di questi alimenti, ma viene trattato meno il legame che intercorre fra lo stato di salute iniziale della pianta e possibili complicazioni nella filiera.
In questo intervento si analizzeranno gli effetti di alcuni patogeni delle piante che possono colpire i vegetali coltivati per la IV gamma e di come i danni causati da questi patogeni possono portare a maggiori contaminazioni durante la filiera produttiva; si descriverà cosa si può fare per contrastare questi agenti patogeni, anche nell’ottica degli standard di sostenibilità e riduzione dei fitofarmaci che vengono richiesti all’agricoltura contemporanea.


pomeriggio

Vedere oltre... Carica Batterica Totale nelle acque minerali, indice di igienicità

Elena Scandolara
Consulente nel settore dell'imbottigliamento di acqua minerale

abstract

L’acqua minerale naturale è un alimento “microbiologicamente puro” che vede elevatissimi volumi in gioco (in termini di prodotto acqua). L'attuale normativa, anche se piuttosto restrittiva, ha lo scopo di effettuare controlli “quasi” esclusivamente a posteriori.
I parametri microbiologici richiesti e la loro determinazione risultano estremamente utili per prevenire contaminazioni e definire lo stato igienico del prodotto e del processo. Nello specifico il monitoraggio e la costruzione grafica della determinazione della carica batterica totale a 22°C possono aiutare nella prevenzione e nella ricerca dei punti critici all’interno del processo produttivo e di imbottigliamento dell’acqua minerale, dalla captazione al prodotto finito.
A tale scopo sarà presentata un'applicazione diretta, proveniente da esperienza in campo.

Le alterazioni microbiche dei vini

Tiziana Nardi
Ricercatrice presso CREA - Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia

abstract

Il vino, come tutti gli alimenti fermentati, deve le sue caratteristiche ai microrganismi che si susseguono durante il processo produttivo, principalmente i lieviti del genere Saccharomyces che operano la fermentazione alcolica e i batteri appartenenti ai generi Oenococcus e Lactiplantibacillus che operano la fermentazione malolattica. Al termine di queste trasformazioni, il vino è un alimento relativamente stabile dal punto di vista microbiologico grazie all’elevato tenore in etanolo, al basso pH e a interventi tecnologici di ulteriore stabilizzazione come l’aggiunta di anidride solforosa o la filtrazione.
Sono tuttavia molte le alterazioni organolettiche di origine microbiologica nei vini, che causano globalmente perdite economiche ingenti, e rappresentano una fonte di continua preoccupazione nel mondo produttivo. Esse possono originarsi in tutte le fasi produttive: prima, durante e dopo le fermentazioni.
Dopo un brevissimo excursus “storico” sui difetti microbiologici dei vini di un tempo, oggi non più diffusi grazie al controllo attento e puntuale del processo tecnologico di vinificazione, in questo corso affronteremo le alterazioni organolettiche più attuali e maggiormente impattanti. Saranno trattate quelle originate da muffe e funghi filamentosi (che possono attaccare l’uva prima della fermentazione, così come il sughero dei tappi dando origine al tipico sentore), le deviazioni dovute a lieviti (tra cui gli “apiculati” presenti nei mosti prima dell’avvio della fermentazione alcolica, e soprattutto il grande protagonista delle alterazioni microbiche nei vini in affinamento e conservazione: il produttore di fenoli volatili Brettanomyces bruxellensis), per poi menzionare le problematiche associate a batteri (produttori di acido acetico, diacetile, e talvolta dei composti legati al “gusto di topo”). Saranno trattate anche le alterazioni dovute deviazioni metaboliche dei processi fermentativi, operate quindi non tanto da microrganismi non voluti, quanto dagli stessi lieviti e batteri che normalmente fermentano correttamente i mosti ma, in condizioni di stress possono produrre “off-flavors”. Non ultima, sarà data una prospettiva di sostenibilità nella scelta della metodologia di prevenzione delle alterazioni microbiologiche dei vini: esistono infatti approcci innovativi che perseguono l'obiettivo di ridurre l'utilizzo di solfiti o altri conservanti, e nel contempo mirano a garantire l'assenza di molecole tossiche o sgradevoli di origine microbica, grazie all’utilizzo mirato di microrganismi (fermentativi e non) opportunamente scelti.

Gli "spoiler" della birra

Flavio Boero
Consulente per Carlsberg Italia

abstract

Partendo dalla premessa che la birra è un ambiente ostile allo sviluppo di contaminazioni microbiche dovute a microrganismi patogeni, durante l'intervento, si parlerà delle trasformazioni delle materie prime (lieviti di coltura compresi) nei processi di produzione sia di birra industriale sia di quella artigianale.
Si terrà conto della produzione di birre particolari (fermentazioni non Saccharomyces, birre acide, birre alla frutta, e birre analcoliche) e delle fasi più delicate dei processi per l’esposizione del prodotto a contaminazioni sgradite.
In questo ambito si analizzerà anche la pastorizzazione, la microfiltrazione della rifermentazione in bottiglia, la birra in fusti, l’affinamento in botte o in barrique di legno nuove, o che in precedenza hanno ospitato altri fermentati o distillati.

Significato delle analisi uniche e irripetibili nel nuovo assetto dei controlli ufficiali

Giorgia Andreis
Avvocata - Andreis e Associati Avvocati - Torino, Milano


prezzo:

320 € più Iva

in aula


320 € più Iva

modalità web seminar


PREZZO SPECIALE DI 240 € + IVA per chi si iscrive entro il 29 marzo compreso

la quota comprende:
  • La presenza alla giornata di studio
  • Gli atti del corso o del seminario
  • Coffee break e business lunch *
  • Attestato di partecipazione
  • Crediti formativi per i Tecnologi Alimentari

* salvo iscrizioni in modalità Web Seminar. In caso di restrizioni sanitarie imposte dalle autorità competenti il coffee break e il business lunch non saranno serviti neppure in presenza.


modalità e termini di iscrizione

L’iscrizione deve pervenire entro i due giorni precedenti la data del corso. Dopo questa scadenza, si prega di telefonare allo 02 23170963 per avere conferma di posti ancora disponibili.

All’attivazione del seminario OM invia, tramite mail, conferma di accettazione e la fattura per il pagamento della quota di partecipazione.


OM si riserva la facoltà di annullare o modificare la data di svolgimento di un corso (ad esempio per mancato raggiungimento del numero minimo dei partecipanti) entro i termini indicati per la chiusura delle iscrizioni.
Nel caso, i partecipanti saranno tempestivamente avvisati; se versata, la quota di iscrizione sarà restituita per intero.

I partecipanti possono disdire la loro partecipazione al corso entro e non oltre sette giorni lavorativi prima dell'appuntamento, dandone comunicazione scritta a OM tramite email o fax. Dopo questo termine la quota d’iscrizione dovrà essere versata per intero.


relatori



coordina la giornata


Scafuri

Laura Scafuri

Tecnologa Alimentare

Goriziana di nascita, ma lombarda di vita e professione. Laureata in Scienze e Tecnologie alimentari presso l'Università degli Studi di Milano, iscritta all’Ordine dei Tecnologi Alimentari - OTALL dal 2002.

Per 32 anni responsabile del Laboratorio CQ e del Sistema di gestione ISO 17025 di una nota azienda alimentare: analisi di alimenti, mangimi, acque, aria e superfici da ambienti di produzione primaria e alimentare. Analisi sensoriali.

Ha competenze di Microbiologia predittiva e nella gestione di Challenge Test.
Perito di parte per prelievi ufficiali.

Si occupa di Igiene degli alimenti, di HACCP, di Etichettatura alimenti, di Analisi e gestione allergeni e contaminanti.

È ispettore tecnico Accredia per prove microbiologiche dal 2008.

Ha collaborato attivamente per il settore food senza glutine, con l’obiettivo e il desiderio di promuovere l’approfondimento scientifico in questo ambito; grazie al prezioso contributo dei professori Iametti e Bonomi dell’Università di Milano, ha promosso studi e correlazioni sui metodi analitici, sul contenuto effettivo di glutine in ingredienti immotivatamente definiti "a rischio" e oggi "liberalizzati" anche grazie agli approfondimenti condotti (gorgonzola, sciroppi di glucosio, distillati di cereali ecc.), così come ha posto le basi per la Comunione del Celiaco.


contatti

Per informazioni e iscrizioni ai corsi “in_formare, la qualità del cibo a convegno”:
segreteria@ominrete.it