31

Maggio
2012

corso

Etichettatura dei prodotti alimentari: dalla teoria alla pratica


L'etichettatura dei prodotti alimentari è regolamentata da una fitta rete di norme nazionali e comunitarie, sia trasversali (riguardanti tutto il settore food) sia verticali (relative a specifici comparti).

La giornata offre una panoramica sulle novità  più significative e recenti introdotte dalla normativa, attraverso l'intervento di esperti quali avvocati, consulenti, rappresentanti di istituzioni e associazioni di categoria, con un taglio pratico finalizzato a chiarire, attraverso molteplici esempi, i dubbi inerenti l'applicazione delle regole previste dalla legge.

Il corso si concluderà  con un laboratorio "interattivo" che vedrà il diretto coinvolgimento dei i partecipanti.

rivolto a:


interventi


31

Maggio
2012


mattina

Il Regolamento (UE) N. 1169/2011 e altri aggiornamenti in materia di etichettatura

Giuseppe De Giovanni
Consulente

abstract

Il regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura delle informazioni al consumatore sui prodotti alimentari è stato adottato allo scopo di semplificare la materia, ampliarne il campo di applicazione e presentare con chiarezza la materia.

Sono stati raggiunti gli obiettivi? Esistono ancora zone d'ombra che andrebbero chiarite: alcuni aspetti non rispondono alle effettive esigenze dei consumatori.

Detto regolamento stabilisce i principi di base e i criteri di delega alla Commissione e concede alla stessa il potere di adottare norme di esecuzione. Taluni principi sono molto importanti e sono la conseguenza dell’errata applicazione delle direttive in materia.

Il relatore soffermerà l'attenzione soprattutto sulle novità e sul nuovo campo di applicazione, anche se poco potrà essere evidenziato, mancando le norme di esecuzione della Commissione europea; si soffermerà, inoltre, su quegli aspetti che non hanno trovato uno sviluppo completo, ma solo un rinvio ad altre norme comunitarie, quali le norme metrologiche relative all'indicazione della quantità netta.

Una particolare attenzione sarà rivolta alle nuove disposizioni in materia di denominazione di vendita, di ingredienti, di responsabilità, di vendite a distanza ecc. fornendo un quadro il più possibile completo del lavoro già fatto e di quello che è in corso di svolgimento.

Errori comuni da evitare - Le sentenze penali e le decisioni amministrative come strumento interpretativo. Presentazione di case history

Raffaella Flammia
Studio Legale Avv. Gaetano Forte

abstract

Con il Reg. CE 1169/2011, normativa dotata di immediata e diretta applicabilità in ciascuno Stato membro, il legislatore comunitario ha inteso implementare l’armonizzazione comunitaria già esistente nel settore dell’etichettatura dei prodotti alimentari e, al contempo, aggiornare e chiarire le disposizioni del settore.

L’intervento mira a evidenziare soprattutto le problematiche che anche questo regolamento non risolve con sua sola applicazione, e, con l’occasione, ad approfondire le questioni più rilevanti in materia di etichettatura che sono state oggetto di sanzioni amministrative e/o penali dalle quali ricavare un orientamento per il corretto adempimento alle prescrizioni in materia.

Verranno in particolare affrontate le problematiche più sentite dagli operatori del settore come quella della obbligatoria indicazione dell’origine degli alimenti, e per restare in tema, quella del vanto del Made in Italy e dei rischi connessi ad eventuali evocazioni indebite di denominazioni tutelate come DOP e IGP attraverso dichiarazioni di origine.

Saranno esaminate altre questioni controverse quali l’evidenziazione degli allergeni negli alimenti pre-imballati, sfusi e somministrati con un veloce richiamo alle problematiche connesse alla comunicazione pubblicitaria dei messaggi nutrizionali e salutistici ad oggi fortemente ostacolati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Europa: la nuova etichetta alimentare è legge

Emanuela Bianchi
Altroconsumo, esperta in Scienze Alimentari

abstract

Dopo quasi quattro anni di lavoro e di continui confronti tra le autorità europee e le parti interessate, il novembre scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il nuovo regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.
Gli obiettivi principali di questa norma sono da un lato la necessità di armonizzare e modernizzare le norme sull’etichettatura dei prodotti alimentari, dall’altro quello di informare correttamente il consumatore perché possa compiere scelte consapevoli e possa utilizzare in modo sicuro gli alimenti.
Molte delle prescrizioni relative all’etichettatura dei prodotti alimentari riportate nel nuovo regolamento prevedono, in realtà, indicazioni di fatto già obbligatorie sulle etichette dei prodotti preconfezionati. Non mancano le novità, anche se non sempre favoriscono i consumatori.
Tra le novità introdotte dalla nuova norma è sicuramente da annoverare il fatto che d’ora in avanti l’obbligo dell’informazione non riguarderà soltanto i prodotti preconfezioni ma, con modalità diverse ed in alcuni casi non ancora specificate, tutti gli alimenti destinati al consumatore finale, ivi compresi quelli preparati dalla ristorazione collettiva e quelli proposti a distanza (ad esempio, acquistati on-line). Restano, però, esclusi ancora una volta i prodotti venduti sfusi e quelli preincartati nel punto vendita. La norma ha fatto luce anche sulle responsabilità degli operatori alimentari in tema di corretta informazione al consumatore.
Novità sono state introdotte dalla norma anche per quanto riguarda le modalità di presentazione delle informazioni. Infatti, al fine di garantire la leggibilità delle informazioni riportate in etichetta, il nuovo regolamento prevede da un lato che i caratteri abbiano dimensioni pari o superiori a 1.2 mm, dall’altro che le informazioni obbligatorie siano apposte in un punto evidente della confezione, in modo da essere facilmente visibili ed in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni scritte o grafiche. Con queste prescrizioni il legislatore vuole ovviare almeno in parte al problema della scarsa leggibilità delle informazioni in etichetta, già da tempo evidenziata dai consumatori.
Particolare attenzione è stata posta dal legislatore all’indicazione degli allergeni: oltre a prescrivere modalità dettagliate per quanto riguarda l’indicazione di queste sostanze sull’etichetta dei prodotti preconfezionati, con il nuovo regolamento scatta l’obbligo di indicazione anche per i prodotti sfusi, per quelli proposti dalla ristorazione collettiva e per le bevande alcoliche, che ancora una volta a sorpresa sono state esonerate dall’obbligo di riportare altre indicazioni in etichetta.
Tra le indicazioni che obbligatoriamente dovranno trovare posto sulle etichette dei prodotti alimentari vi sono le informazioni nutrizionali, che dovranno essere presentate sotto forma di tabella sul retro della confezione. Le indicazioni riguarderanno il valore energetico dell’alimento, il suo contenuto in grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale e dovranno essere riferite a 100 g o 100 ml di prodotto. Non sono state, invece, accolte le istanze dei consumatori che chiedevano che l’informazione nutrizionale obbligatoria fosse riportata sul fronte della confezione, la porzione di etichetta che il consumatore può osservare con maggiore facilità al momento dell’acquisto. Sostanzialmente bocciato anche l’uso dei colori, proposto dalle organizzazioni di consumatori per facilitare la scelta nutrizionale dei consumatori e l’obbligo di indicazione del contenuto in acidi grassi trans.
Con il nuovo regolamento scatta l’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine anche per la carne suina, ovina, caprina ed avicola, oltre che per quella bovina per la quale l’obbligo di indicazione è già in vigore da tempo. L’obbligo di indicazione dell’origine si estenderà presumibilmente nei prossimi anni al latte, ai prodotti non trasformati o costituiti da un solo ingrediente, agli ingredienti utilizzati in quantità superiori al 50% nella formulazione del prodotto.
Nonostante molte siano le novità previste per i consumatori in questo nuovo regolamento, troppe restano le disposizioni per le quali il legislatore ha demandato alla Commissione l’emanazione di linee di indirizzo.
Senza contare, poi, che, in tema di etichettatura dei prodotti alimentari, sono ancora molte le questioni rimaste aperte: la lista dei claim salutistici ammessi sui prodotti alimentari non è stata ancora pubblicata, i prodotti a base di erbe restano in stand-by, in attesa di una decisione da parte della Commissione, i profili nutrizionali che devono regolamentare l’utilizzo dei claim nutrizionali e salutistici sono lungi da venire.
Tutto questo, in aggiunta ai tempi lunghi di applicazione dei regolamenti già previsti nel testo delle norme, fa sì che i consumatori europei debbano aspettare ancora diversi anni prima di trovare sugli scaffali dei punti vendita prodotti alimentari le cui etichette siano davvero chiare, complete e veritiere.


pomeriggio

Indicazioni nutrizionali, salutistiche e di impatto ambientale tra legislazione alimentare, concorrenza e pubblicità comparativa.

Stato dell'arte e indirizzi applicativi

Daniele Pisanello
Esperto in Diritto Alimentare. Titolare dello Studio legale LEX ALIMENTARIA (Bologna, Lecce, Pisa e Torino)

abstract

La comunicazione del prodotto alimentare opera in un contesto di elevata competizione e di crescente complessità giuridica dovuta sia a testi normativi particolarmente specifici o articolati sia, talvolta, alla loro assenza. L’intervento proporrà l’analisi di casi di studio riferibili a scenari di pronunciata regolazione e, anche, di non-regolazione. Quanto al primo scenario, sarà illustrato lo stato dell’arte in merito al regolamento CE sui nutrition and health claims, precisando requisiti, recenti decisioni e prospettive in discussione in ambito europeo, senza tralasciare alcuni cenni alle ultime innovazioni nel settore della fortificazione alimentare. In merito al secondo scenario, ipotesi di vuoto di regulation, si discuterà l’uso di indicazioni sull’impatto ambientale del prodotto (carbon footprint, environment footprint, LCA) alla luce non solo della legislazione alimentare ma anche delle norme a tutela della leale concorrenza e del consumatore, con l’obbiettivo di evidenziare le best practices nell’attuale contesto europeo nel quale alla proliferazione di schemi volontari (standard ISO) e di iniziative nazionali (Francia, Svezia, UK ecc.) non corrisponde un quadro normativo armonizzato a livello comunitario. In particolare si proporrà di costruire un’indicazione sull’impatto ambientale all’interno di una campagna pubblicitaria comparativa.

Laboratorio interattivo sull'etichettatura

Daniele Fichera
Segretario della sezione Organismi di controllo della federazione interprofessionale Federbio

abstract

Conoscere la legislazione vigente in materia di etichettatura è importante, ma occorre saperla tradurre anche nella quotidianità del lavoro.
L’intervento avrà un taglio concreto in merito alla realizzazione di un’etichetta di un prodotto alimentare.
Partendo dalla comparazione di differenti etichette, corrette e con errori comuni, si passerà alla realizzazione pratica di una label, tenendo in considerazione i campi obbligatori dal punto di vista legislativo, e la miglior forma ai fini della trasparenza e dell’appeal nei confronti del consumatore.


la quota comprende:
  • La presenza alla giornata di studio
  • Gli atti del corso o del seminario
  • Coffee break e business lunch
  • Attestato di partecipazione
  • Crediti formativi per i Tecnologi Alimentari

modalità e termini di iscrizione

L’iscrizione deve pervenire entro i due giorni precedenti la data del corso. Dopo questa scadenza, si prega di telefonare allo 02-91534731 per avere conferma di posti ancora disponibili.

All’attivazione del seminario OM invia, tramite mail, conferma di accettazione e la fattura per il pagamento della quota di partecipazione.


OM si riserva la facoltà di annullare o modificare la data di svolgimento di un corso (ad esempio per mancato raggiungimento del numero minimo dei partecipanti) entro i termini indicati per la chiusura delle iscrizioni.
Nel caso, i partecipanti saranno tempestivamente avvisati; se versata, la quota di iscrizione sarà restituita per intero.

I partecipanti possono disdire la loro partecipazione al corso entro e non oltre sette giorni lavorativi prima dell'appuntamento, dandone comunicazione scritta a OM tramite email o fax. Dopo questo termine la quota d’iscrizione dovrà essere versata per intero.

prezzo:

245 € più Iva


Per chi si iscrive entro il 23 maggio 2012: 150 € più Iva anziché 245 € più Iva


relatori



responsabile scientifico:


Contato

Rossella Contato

Responsabile scientifica In-Formare
Da undici anni collabora con riviste tecniche indirizzate al settore alimentare, curando diverse tematiche e in particolare il packaging, di cui ha una approfondita conoscenza soprattutto per ciò che concerne le problematiche dei materiali a contatto con gli alimenti e la normativa di riferimento. Da sempre segue con interesse il mondo della ricerca scientifica, mantenendo contatti sia con università ed enti di ricerca, sia con le aziende attive in questo ambito

contatti

Per informazioni e iscrizioni ai corsi “In-Formare, la qualità del cibo a convegno”:
segreteria@ominrete.it