15

Maggio
2013

corso

Contaminanti e residui negli alimenti: risk assessment di filiera e interpretazione del dato analitico


Il corso affronta il tema dei contaminanti chimici e dei residui negli alimenti da un punto di vista teorico-pratico. Dopo un aggiornamento introduttivo sugli aspetti normativi, saranno discusse con esempi pratici, le seguenti tematiche:

  • casi studio di risk assessment in filiere "controllate"
  • validazione dell'iter di conformità alimentare per i materiali a contatto con gli alimenti
  • tecniche analitiche, strumentazione e interpretazione dei dati nella determinazione di alcuni residui di contaminanti.
rivolto a:

Responsabili qualità d’imprese alimentari e Grande Distribuzione; operatori dell’assicurazione qualità; direttori di produzione; Ricerca & Sviluppo; Consulenti aziendali sui temi della sicurezza alimentare


interventi


15

Maggio
2013


mattina

L'analisi cumulativa del rischio di residui e contaminanti secondo il modello Efsa

Alberto Mantovani
Tossicologia alimentare e veterinaria, Dip. Sanità pubblica veterinaria e Sicurezza alimentare ISS

abstract

La valutazione del rischio di esposizioni a basse dosi di contaminanti o residui in uno stesso alimento o nella dieta è uno degli aspetti di maggiore attualità della tossicologia alimentare.

Possiamo ipotizzare un effetto “cocktail” di sostanze con analogo meccanismo o bersaglio (un caso riconosciuto sono le diossine) oppure anche un effetto parzialmente protettivo per quanto le miscele di contaminanti e nutrienti, in alimenti (come il pesce) che possono essere ricchi di ambedue.

Dopo aver illustrato alcuni aspetti generali, la lezione si focalizzerà sul recentissimo (aprile 2013) documento EFSA che affronta un problema di seria attualità, i multiresidui di pesticidi, proponendo un modello che - nella limitatezza di dati sui meccanismi di azione, a parte un ristretto numero di sostanze ben note (“i Soliti Sospetti”) - si basa sulla potenziale additività di effetti su un determinato tessuto/organo bersaglio.

Dalla teoria alla pratica: efficacia dei metodi di screening per le aflatossine

Giulia Rosar
Marketing Manager - Tecna Srl

abstract

L'estate calda e siccitosa 2012 ha determinato un pericoloso aumento della contaminazione da aflatossina nelle produzioni maidicole, specialmente nell'Italia Nord-Orientale. Le aflatossine sono sostanze cancerogene prodotte da funghi del genere Aspergillus che colonizzano i cereali in campo e costituiscono un rischio diretto per la salute del consumatore, ma anche indiretto, in quanto sono trasformate in metaboliti solo parzialmente detossificati nel rumine degli animali e quindi eliminate attraverso il latte. L'allarme del mais e del latte contaminati, ancora attuale, ha portato una vera e propria "corsa alle armi", ovvero un incremento significativo delle analisi di screening da parte di produttori, stoccatori, trasformatori e laboratori contoterzisti.
Per selezionare e valutare il metodo analitico più opportuno in un momento di emergenza è necessario chiarire i vantaggi e gli svantaggi dei principali metodi analitici di screening disponibili sul mercato per la rilevazione delle aflatossine nei cereali e dell'aflatossina M1 nel latte. Senza dimenticare l'importanza di un corretto campionamento a monte, cruciale specialmente per l'analisi dei cereali, tanto da poter inficiare del tutto l'attendibilità analitica quando eseguito in modo non corretto.
Una volta identificato e valutato il metodo analitico per eseguire lo screening in autocontrollo, è raccomandabile il monitoraggio costante delle performance del saggio: la partecipazione ai proficiency test e la lettura critica dei risultati ottenuti sono aspetti non secondari nella valutazione dell'attendibilità delle proprie analisi di routine.

I contaminanti inorganici: metalli pesanti. Dal campo alla tavola

Paolo Brizio
Istituto Zooprofilattico Sperimentale Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta

abstract

L'intervento verterà sulla presentazione dell'attività della S.C. Controllo Chimico e Ambientale con annesso C.Re.A.A. dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, sede di Torino; in particolare si parlerà della determinazione di contaminanti inorganici, quali i metalli pesanti, sia in alimenti destinati agli animali sia in quelli destinati al consumo umano. In qualità di Centro di Referenza per gli Alimenti per gli Animali (C.Re.A.A.) e Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per i metalli pesanti nei mangimi, il nostro laboratorio si occupa di verificare l'entità della contaminazione da parte di questi inquinanti, a partire dai mangimi e dalle materie prime utilizzati in zootecnia. È infatti ormai risaputo che questa categoria di sostanze chimiche è capace di accumularsi lungo la catena alimentare, al vertice della quale si trova l'uomo. Assicurare la salubrità degli alimenti per animali implica quindi un passo importante nel contenere fenomeni di bioaccumulo e biomagnificazione e pertanto significa limitare, per quanto è possibile, la contaminazione degli alimenti di origine animale che imbandiscono le nostre tavole.


pomeriggio

Latte: il punto sui residui farmacologici e aflatossine. L’esperienza in Lombardia

Giuseppe Bolzoni
Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia ed Emilia Romagna

abstract

I contaminanti chimici nelle filiere alimentari costituiscono un elemento di rischio più ampio e complesso da gestire di quelli di tipo microbiologico ma, in generale, si caratterizzano per un rapporto meno diretto e immediato con la salute del consumatore. Il latte, in particolare, rappresenta un’ottima matrice per i monitoraggi e i controlli sia delle contaminazioni di origine ambientale sia di quelle più specificatamente legate alla gestione degli allevamenti. Prendendo ad esempio i risultati ottenuti dai Laboratori dell’IZSLER in Lombardia relativamente ai residui di farmaci e alla presenza di aflatossina M1 nel latte, si vuol fare il punto sull’attuale sistema di controllo, sui punti deboli e su quelli di forza e, infine, sulle prospettive di sviluppo per maggiori garanzie di sicurezza alimentare del consumatore.

Risk assessment come integrazione dell’iter di conformità per i materiali a contatto con alimenti non regolati da legislazioni specifiche

Alberto Taffurelli
Responsabile Divisione Food Packaging Materials CSI Spa Gruppo IMQ

abstract

Tra i materiali e gli oggetti destinati al contatto con alimenti (MOCA) esistono i così definiti "materiali non specificatamente regolamentati": una categoria di materiali non regolati puntualmente da legislazioni nazionali o comunitarie ma comunque auspicabilmente rispondenti al Reg.(CE) 1935 del 2004. Tale regolamento stabilisce che i MOCA non devono trasferire i propri costituenti all'alimento in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della loro composizione o un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche. Tuttavia tale regolamento non stabilisce piani analitici volti alla determinazione dell'inerzia chimica e sensoriale dei MOCA, demandando alle legislazioni nazionali od armonizzate, ove esistenti. Quando queste non esistono, il know-how dei laboratori di controllo gioca un ruolo fondamentale nell'approccio alla valutazione del rischio.


la quota comprende:
  • La presenza alla giornata di studio
  • Gli atti del corso o del seminario
  • Coffee break e business lunch
  • Attestato di partecipazione
  • Crediti formativi per i Tecnologi Alimentari

modalità e termini di iscrizione

L’iscrizione deve pervenire entro i due giorni precedenti la data del corso. Dopo questa scadenza, si prega di telefonare allo 02-91534731 per avere conferma di posti ancora disponibili.

All’attivazione del seminario OM invia, tramite mail, conferma di accettazione e la fattura per il pagamento della quota di partecipazione.


OM si riserva la facoltà di annullare o modificare la data di svolgimento di un corso (ad esempio per mancato raggiungimento del numero minimo dei partecipanti) entro i termini indicati per la chiusura delle iscrizioni.
Nel caso, i partecipanti saranno tempestivamente avvisati; se versata, la quota di iscrizione sarà restituita per intero.

I partecipanti possono disdire la loro partecipazione al corso entro e non oltre sette giorni lavorativi prima dell'appuntamento, dandone comunicazione scritta a OM tramite email o fax. Dopo questo termine la quota d’iscrizione dovrà essere versata per intero.

prezzo:

245 € più Iva


Per chi si iscrive entro il 30 aprile 2013 prezzo speciale di 180 euro più Iva anziché 245 euro più Iva


relatori



responsabile scientifico:


De Vecchi

Francesca De Vecchi

Tecnologa Alimentare, esperta in tecnologie alimentari e nutrizione - Divulgatrice scientifica

Dopo aver conseguito la laurea in Scienze delle preparazioni alimentari, ha lavorato dapprima alla ricerca e allo sviluppo industriale di prodotti per l'infanzia e diete particolari, per poi dedicarsi definitivamente alla divulgazione e al giornalismo.

Oggi cura convegni e collabora con periodici del settore alimentare, oltre che con la stampa a diffusione nazionale, sui temi di nutrizione, sicurezza igienica delle produzioni alimentari, legislazione ed etichettatura


contatti

Per informazioni e iscrizioni ai corsi “In-Formare, la qualità del cibo a convegno”:
segreteria@ominrete.it