11

Ottobre
2012

corso

Contaminanti chimici degli alimenti: quali fonti, come trovarli, come evitarli


La legge definisce limiti sempre più restrittivi alla presenza negli alimenti di sostanze chimiche contaminanti e dannose per la salute, in risposta alla crescente domanda di sicurezza e qualità  espressa dai consumatori.

Questo corso approfondisce gli aspetti relativi alla prevenzione e al monitoraggio di quei contaminanti chimici - di origine ambientale e di processo - che possono inquinare materie prime e prodotti finiti.

rivolto a:


interventi


11

Ottobre
2012


mattina

Dall’ambiente agli alimenti: il problema dei contaminanti emergenti

abstract

La sicurezza alimentare “dai campi alla tavola” (Libro Bianco della Commissione Europea) richiede che il sistema della sicurezza si basi sulla valutazione del rischio su criteri scientifici, che consideri non solo un ipotetico “individuo medio”, ma anche le fasce di popolazione più vulnerabili, come i bambini, ed infine, che si parta dalla produzione primaria, cioè dall'ambiente in cui vivono gli organismi viventi che producono alimenti.
Una particolare attenzione va data ai fattori di rischio emergenti, ovvero fattori di rischio che si presentano con aspetti nuovi e che possono richiedere aggiornamenti alla gestione del rischio.
Vengono presentati e discussi due esempi di rischi emergenti associati alla relazione fra qualità ambientale e filiere agroalimentari tratti dai documenti dell’EFSA: i) contaminanti capaci di bioaccumulo, e tuttora non compresi nei piani di controllo degli alimenti (PBDE, PFOS/PFOA); ii) un nuovo aspetto per la valutazione dei pesticidi: l’esposizione combinata a residui multipli di pesticidi con lo stesso meccanismo di azione.

Contaminanti chimici nella filiera alimentare: case studies e differenze nell’approccio analitico

Paolo Matteini
Chemistry R&D Manager – Silliker Spa

abstract

· Panoramica sulla moderna chimica analitica: tecniche di preparazione, strumentazione, metodi “targeted” e “untargeted”.

· Controlli qualità, circuiti interlaboratorio, le possibilità offerte dai network di laboratori. Il dato analitico: incertezza di misura, confronto con limiti.

· Breve excursus sui contaminanti principali: pesticidi, diossine e PCB, IPA, zoofarmaci, tossine naturali (muffe, alghe), metalli pesanti.

· Per ciascuna classe di contaminanti: una descrizione delle metodologie analitiche applicabili.

· I contaminanti imprevisti: dallo storico ITX ai sali di ammonio quaternario. Necessità di sviluppo rapido di nuovi metodi analitici affidabili.

· Case studies su contaminanti emergenti: oli minerali, migrazione di antimonio. Sviluppo del metodo e interpretazione del dato in assenza di requisiti normativi assodati.

Principali tecnologie di trattamento termico industriale e sviluppo di composti chimici da danno termico

abstract

Nella produzione degli alimenti, le tecnologie di trattamento industriali possono indurre modificazioni dei grassi e delle principali molecole organiche favorendo lo sviluppo di composti chimici da danno termico. La produzione di idrocarburi policiclici aromatici, ammine eterocicliche e furani, composti mutageni e potenzialmente oncogeni è essenzialmente legata al danno termico nel corso di trattamenti di cottura o tecnologie di produzione industriale.
L’utilizzo di buone pratiche di produzione può contribuire a limitare la contaminazione e garantire maggiore sicurezza alimentare.


pomeriggio

Contaminazioni da packaging alimentare: analisi del rischio e piani di controllo

abstract

Quando la spinta all’innovazione e l’esigenza di rispettare i requisiti minimi di sostenibilità si incontrano, i processi industriali e i prodotti si modificano conseguentemente. Questo vale anche nell’ambito dei materiali ed oggetti a contatto alimentare (Moca) con il risultato di moltiplicare la tipologia di materiali impiegati a contatto diretto o indiretto con l’alimento. Alcuni rappresentanti ed esperti nel settore ritengono, non senza una buona percentuale d’enfasi, che un prodotto alimentare sia da considerarsi come l’insieme di “contenuto” e “contenitore”. Di vero c’è che lo sviluppo di nuovi materiali e processi e l’utilizzo di nuove sostanze e additivi ha portato, soprattutto negli ultimi anni, a un rapido sviluppo delle legislazioni che regolarizzano i controlli analitici per la valutazione della loro sicurezza verso gli utilizzatori finali. Alcuni materiali sono regolamentati a livello nazionale; alcuni di essi sono armonizzati a livello comunitario. Esistono anche materiali così detti “non regolamentati”, i quali devono comunque soddisfare i requisiti di sicurezza e di inerzia organolettica e chimica. Questo è lo scenario che farà da sfondo alla trattazione, corredata da case hystory, delle principali problematiche sul tema delle contaminazioni derivanti dal packaging alimentare

Case study - La prevenzione del rischio nelle materie prime per l’alimentazione infantile

abstract

La sicurezza degli alimenti è regolamentata da un sistema normativo in continua evoluzione, finalizzato a rendere più controllabili gli eventi indesiderabili lungo l’intera filiera produttiva, dalla produzione primaria (agricoltura, allevamento), alla trasformazione, fino al momento del consumo finale. I prodotti specificatamente destinati all’alimentazione infantile, oltre a rispettare i requisiti di base di sicurezza alimentare, devono anche garantire requisiti specifici. La loro composizione deve essere adeguata ai requisiti nutrizionali dei lattanti e dei bambini in buona salute e inoltre non devono contenere alcuna sostanza in quantità tale da poter nuocere alla salute dei lattanti o dei bambini. In osservanza a questo principio di carattere generale, le normative europee stabiliscono limiti per molti contaminanti che, per i prodotti destinati all’infanzia, sono molto inferiori rispetto a quelli fissati per l’adulto. Anche per la qualità microbiologica dei prodotti alimentari, le normative EU hanno fissato criteri molto stringenti e, in particolare, per quelli destinati all’infanzia tenendo conto anche della modalità d’uso degli stessi. I pericoli chimici derivano da molecole ad effetto più o meno dannoso che possono far parte di un componente naturale dell’alimento o di sostanze che lo contaminano, in modo intenzionale o meno, durante le varie tappe della filiera produttiva (pesticidi, metalli pesanti, micotossine, farmaci veterinari). Questi tipi di pericoli sono difficilmente eliminabili sulla base di soli campionamenti e controlli statistici. Per gestire in modo efficace questa problematica e ottenere prodotti “sicuri” è necessario intervenire sui processi, a partire dalla produzione primaria, applicando un sistema di qualità di filiera. Plasmon, con il Programma Oasi, ha creato filiere gestite e controllate dall’origine, sulla base di regole studiate tenendo conto di tutti i possibili rischi connessi con l’alimentazione infantile. Nella presentazione saranno descritti misure precauzionali e controlli specifici da attuare per assicurare una filiera che non contenga residui considerati dannosi per il bambino derivanti da trattamenti e ambiente. Il programma Oasi Plasmon, avviato circa 20 anni fa, è stato il primo esempio concreto di sistema di qualità studiato per le filiere agro-alimentari a fronte di una situazione di approvvigionamento di materie prime di origine agricola che non dava le necessarie garanzie per l’alimentazione infantile. L’industria dietetica, e in particolare quella del baby food, deve supportare lo sviluppo di questa cultura promuovendo nuove iniziative, collaborazioni e sperimentazioni.

Determinazione dei pesticidi organoclorurati nelle filiere della carne bovina e del miele

Sara Panseri
Università di Milano - Facoltà di Medicina Veterinaria - Laboratorio di Sicurezza Alimentare


la quota comprende:
  • La presenza alla giornata di studio
  • Gli atti del corso o del seminario
  • Coffee break e business lunch
  • Attestato di partecipazione
  • Crediti formativi per i Tecnologi Alimentari

modalità e termini di iscrizione

L’iscrizione deve pervenire entro i due giorni precedenti la data del corso. Dopo questa scadenza, si prega di telefonare allo 02-91534731 per avere conferma di posti ancora disponibili.

All’attivazione del seminario OM invia, tramite mail, conferma di accettazione e la fattura per il pagamento della quota di partecipazione.


OM si riserva la facoltà di annullare o modificare la data di svolgimento di un corso (ad esempio per mancato raggiungimento del numero minimo dei partecipanti) entro i termini indicati per la chiusura delle iscrizioni.
Nel caso, i partecipanti saranno tempestivamente avvisati; se versata, la quota di iscrizione sarà restituita per intero.

I partecipanti possono disdire la loro partecipazione al corso entro e non oltre sette giorni lavorativi prima dell'appuntamento, dandone comunicazione scritta a OM tramite email o fax. Dopo questo termine la quota d’iscrizione dovrà essere versata per intero.

prezzo:

245 € più Iva


Prezzo speciale per chi si iscrive entro il 2 ottobre: 180 euro più Iva


relatori



responsabile scientifico:


De Vecchi

Francesca De Vecchi

Responsabile scientifica In-Formare - Tecnologa Alimentare, esperta in tecnologie alimentari e nutrizione - Divulgatrice scientifica

Dopo aver conseguito la laurea in Scienze delle preparazioni alimentari, ha lavorato dapprima alla ricerca e sviluppo industriale di prodotti per l'infanzia e diete particolari, per poi dedicarsi definitivamente alla divulgazione e al giornalismo.

Oggi cura convegni e collabora con periodici del settore alimentare, oltre che con la stampa a diffusione nazionale, sui temi di nutrizione, sicurezza igienica delle produzioni alimentari, legislazione ed etichettatura


contatti

Per informazioni e iscrizioni ai corsi “In-Formare, la qualità del cibo a convegno”:
segreteria@ominrete.it